martedì 15 gennaio 2008

giovedì 10 gennaio 2008

Società - Cronaca Rosa

A propos del sondaggio d'ieri (Forse perché è francese e non italiano)
Sarkosy e Carla Bruni (La storia interminabile)
Corriere della Sera (9 Gennaio 2008):
Sarko regala a Carla l'anello della ex moglie. Cécilia: «Sei ridicolo»
Voci di una gravidanza della Bruni
Il primo per spiegare l'impressionante somiglianza fra Carla Bruni e Cécilia Sarkozy, la scelta del presidente di regalare alla prima un anello di Dior a forma di cuore (diamanti e tormaline rosse, 20 mila euro, al pubblico) identico a quello regalato alla seconda (guarda la foto), il bisogno di chiamare l'ex moglie al proprio capezzale, nella camera dell'ospedale, tre giorni dopo l'annuncio del divorzio, l'urgenza di allestire un'area del palazzo per la prossima first-lady, pare adibita a sala per fare musica, si spera insonorizzata, per non disturbare consiglio dei ministri e udienze. (Anche se si sa che Carla ha tutto, tranne la voce). Il secondo, il politologo, potrebbe immaginare le conseguenze sulla credibilità del più originale progetto politico sbocciato nell'Europa di oggi e sulla folgorante ascesa del piccolo avvocato che volle farsi re. Lo psicoanalista avrebbe un gran daffare anche per raccontarci Cécilia.

martedì 8 gennaio 2008

La frase del giorno (Benedetto XVI)

"La Repubblica (8 Gennaio 2008)": Nel tradizionale discorso agli ambasciatori dei 176 Paesi accreditati presso il Vaticano, il Papa non avalla esplicitamente la proposta di moratoria sull'aborto che ha dominato in questi giorni il dibattito politico italiano ma denuncia gli' "attacchi preoccupanti all'integrità della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna". La Santa Sede, afferma Benedetto XVI, "non si stancherà di riaffermare questi principi e questi diritti fondati su ciò che è permanente e essenziale alla persona umana".

Senza parole.

Io non ho paura di Niccolò Ammaniti

"Mistero senza mistero"

L'estate più calda del secolo. Quattro case sperdute nel grano. I grandi sono tappati in casa. Sei bambini, sulle loro biciclette, si avventurano nella campagna rovente e abbandonata. In mezzo a quel mare di spighe c'è un segreto pauroso, un segreto che cambierà per sempre la vita di uno di loro.

Ecrittore nato a Roma nel 1966. Ha esordito con il romanzo Branchie. Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti Fango e nel 1999 il romanzo Ti prendo e ti porto via. È autore di testi del fumetto Fa un pò male. I suoi libri son tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco, russo e polaco.


Consiglio: Se volete una storia facile da leggere per practicare l'italiano, questa va bene, ma la trama non è niente di speciale, è molto normale, senza niente da rimarcare.





domenica 6 gennaio 2008

OGGI...



Non sappiamo con precisione quanti furono i saggi che fecero visita a Gesù; dodici, secondo una Cronaca orientale o tre, nelle antiche raffigurazioni di alcune catacombe. La tradizione cristiana ne riconobbe tre a cui corrispondevano i nomi latini di Melchiorre, Gasparre e Baldasarre.

Nel VIII secolo il Venerabile Beda descriveva Melchiorre come "un vecchio dai capelli bianchi, con una folta barba e lunghe chiome ricciute", Gasparre " un giovane imberbe" e Baldassarre "di carnagione olivastra e con una barba considerevole".
L'appellativo Magi, indicava in essi la saggezza, la sapienza. Jacopo da Varazze nella Legenda Aurea, testo assai diffuso nel Medioevo, ne precisa in tal senso il significato facendo derivare il termine "magi" da "magni", cioè grandi, nella sapienza.

Incerta è la loro provenienza. La nozione di Oriente si sfuma, a seconda delle diverse fonti considerate, in un territorio non ben definito: la Persia o la Caldea, la Sabea (regione attraversata dal fiume Sabe) piuttosto che l'Arabia o l'india.

I Magi partirono dalla loro terra in gran fretta quando, secondo il racconto di Giovanni Crisostomo, in cima al Monte Vittoria apparve loro una stella in forma di bimbo bellissimo con una croce sul capo. Ciò poté avvenire poiché ogni anno, dodici uomini salivano sul Monte Vittoria e vi restavano in abluzioni e preghiera in attesa dell'apparizione della stella annunciata dal profeta Balaam. Partirono con i dromedari, animali velocissimi che in un giorno percorrevano quanto un cavallo in tre. Arrivarono dall'Oriente a Gerusalemme in tredici giorni. Qui chiesero ai Giudei il luogo della nascita di Gesù poiché secondo la profezia "essi conoscevano il tempo ma non il luogo".

Secondo un altro racconto il viaggio dei Magi durò due anni.
Finalmente giunti a Betlemme offrirono al Salvatore oro , incenso e mirra, doni che Persiani e Caldei usavano portare ad un re e simboli di maestà divina, regale potestà ed umana mortalità.
Avvertiti in sogno di non far ritorno da Erode, raggiunsero le loro terre d'origine dove, secondo le leggende orientali, riportarono il dono che essi ricevettero dalle mani del Bambino o della Vergine. Una pietra staccata dalla mangiatoia, un pane rotondo, una fascia in cui era stato avvolto il bambino, a seconda delle diverse versioni, tutte accomunate dalla nascita del culto del fuoco. In ciascuno dei tre casi, infatti, dall'oggetto regalato si sprigionò un fuoco sacro, degno di venerazione.

Beh, questa è la storia... ma ho visto i tre re magi a St Feliu! questo anno mi sono comportata bene, voglio dire molto bene, buonisima e non pecco di modestia, credimi!

ana :D

venerdì 4 gennaio 2008

VI RACCONTO UNA BARZELETTA


Oggi, un’amica mi ha raccontato una barzeletta che ha imparato questa settimana in Sicilia:


quale è il colmo d’una sorella?

Fare colazione con un capuccino!

grazie Eva!
ana XD